Progetto ACCOGLIENZA
Il progetto nasce la sera del 7 agosto 2009, in seguito all’appello giuntoci, tanto inaspettato quanto accorato, dal CI.MI.C Centre Health Team del nostro contingente militare schierato in missione di pace in Kosovo dal 1999 ed operativo come supporto sanitario alla popolazione locale.
In una partecipata riunione del Consiglio Direttivo, prendiamo atto della triste realtà post-bellica vissuta in Kosovo e accettiamo di metterci in gioco con tutta la nostra buona volontà.

I nostri militari ci raccontano di 2 bimbi kosovari di pochi mesi, Nik e Ylli, affetti da gravi malformazioni congenite che mettono a rischio la loro vita e per i quali è necessaria una tempestiva assistenza sanitaria specialistica a carattere umanitario.
Alla nostra OdV viene così chiesto di curare l'organizzazione e il coordinamento dei viaggi umanitari di questi 2 bimbi, tessendo una rete discreta e nel contempo robusta, che permetta di gestire:
Dopo Nik e Ylli, nel tempo si sono susseguite sempre più numerose richieste di intervento umanitario, provenienti da altri Paesi dell'Europa dell'Est e dall'Africa. Il Progetto Accoglienza è così diventato il progetto principale della nostra OdV, con carattere permanente: Il Castello dei Sorrisi è infatti sempre pronto ad accogliere bambini - anche neonati - di qualsiasi nazionalità, che abbiano necessità di assistenza sanitaria urgente e specialistica.
La realizzazione di questi viaggi umanitari è facilitata dal Programma di Assistenza Sanitaria a fini umanitari annualmente deliberato dalla Regione Veneto a favore di bambini extra UE che non possono essere curati nei propri Paesi di origine.
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Tanti, veramente tanti, sono i bimbi giunti al Castello dei Sorrisi in questi anni ... ma non li abbiamo mai contati. Perché non è importante quanti siano quelli finora accolti, quanto essere pronti ad accogliere ed aiutare il prossimo che busserà alla nostra porta.
Con la tua donazione puoi significativamente contribuire all'accoglienza sanitaria di un bimbo malato.
Perché, come auspicato dalla Convenzione Internazionale dei diritti dell'Infanzia,
le sue cure siano un diritto e non una speranza.